mercoledì 16 febbraio 2011

Internet, nasce agendadigitale.org “per chiedere alla politica un piano ad hoc”

Dopo l'appello sul Corriere “Diamo all’Italia una strategia digitale”, 104 esperti chiedono "una strategia per lo sviluppo di Internet". Ma il ministro delle Comunicazioni Romani riduce da 800 a 100 milioni il budget da destinare al digital divide.
L' Italia è tra i pochi paesi a non disporre di un'agenda digitale, ovvero di un piano economico e strategico per lo sviluppo di Internet. Per questo, 104 fra esperti, operatori e consulenti ict (information and communications technology) hanno deciso di creare agendadigitale.org e pubblicare il 31 gennaio sul Corriere della Seral’appello “Diamo all’Italia una strategia digitale”, per chiedere alla politica di redigere entro 100 giorni un piano ad hoc “coinvolgendo le rappresentanze economiche e sociali, i consumatori, le università e coloro che, in questo Paese, operano in prima linea su questo tema”.

Puntare sulla Rete significa infatti produrre ricchezza e opportunità. Lo ha capito 
la Germania che con il progetto “Digital Deutschland 2015” prevede che la banda ultralarga potrò generare 1 milione di nuovi posti di lavoro. Lo ha capito la Francia, dove Sarkozy che ha stanziato 4,5 miliardi di euro per la cultura digitale. E lo ha capito la Spagna di Zapatero che entro il 2015 vuole investire nel settore il 4 per cento del Pil. In Italia, al contrario, il ministro delle Comunicazioni Paolo Romani 
ha addirittura deciso di ridurre da 800 a 100 milioni il budget da destinare al digital divide. I 104 firmatari dell’appello vogliono pungolare la politica per la creazione di infrastrutture tecnologiche, servizi per l’ebusiness e regolamentazione delle cittadinanza online.
LaCrudaRealtà è che la politica retrò dell’Italia ci ha confinato in un medio-evo permanente.

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