Quasi un secolo con l'Eternit sotto casa. La gente trema al primo colpo di tosse. Tra pochi mesi la sentenza.“Un piccolo dolore alla schiena, una tosse che dura un po’ più del solito. Se capita, tutti pensano immediatamente a quello. Anche io”. Bruno Pesce, coordinatore dell’associazione vittime dell’amianto di Casale Monferrato, riflette su ciò che gli esperti chiamano “sindrome di Cernobyl” che colpisce questo lembo di Piemonte mentre rientra dall’ennesimo funerale di un concittadino ucciso dal mesotelioma pleurico; un cancro ai polmoni causato dal deposito negli alveoli delle microfibre di amianto che l’Eternit ha diffuso nell’atmosfera di Casale per quasi un secolo. L’ultima vittima è Franco Buzzi, 75 anni, vicepresidente della Buzzi-Unicem, colosso del cemento. Buzzi, casalese, aveva creato e finanziato una fondazione per la ricerca sul mesotelioma ben prima di ammalarsi: “Il tragico destino dell’ingegner Buzzi – è l’amaro commento di Bruno Pesce – è comune a quello di centinaia di lavoratori e semplici abitanti che hanno subito il terribile torto di vedersi rubata la vita. Questo dovrebbe rafforzare le coscienze di tutti. Purtroppo c’è ancora qualcuno che pensa alla lotta all’amianto come una lotta di parte…”.
LaCrudaRealtà è che non bisognerebbe mai fidarsi delle grandi società, né delle grandi aziende, né di chiunque non può che avere un unico interesse: il profitto.
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