sabato 12 febbraio 2011

Siccità in Amazzonia: se il polmone del pianeta diventa una minaccia per il clima

La foresta, capace da sola di assorbire oltre un quarto dell’anidride carbonica globale, rischia di aggravare il surriscaldamento terrestre. Nel 2011 non assorbirà il suo solito miliardo e mezzo di tonnellate di CO2 dall’atmosfera terrestre. Anzi, ne rilascerà altri 5 miliardi di tonnellate anche durante i prossimi anni, quando gli alberi uccisi dalla siccità del 2010 si decomporranno.
Rio delle Amazzoni ai minimi storici e 20 città in stato di emergenza. L’Amazzonia assetata è diventata un problema: da polmone verde della Terra, s’è trasformata in vera e propria minaccia per il clima del pianeta. Sotto accusa, insieme all’abbattimento di milioni di alberi, l’eccezionale stagione siccitosa del 2010. Nella morsa della sete, l’immensa selva sudamericana ha rilasciato più anidride carbonica di quanta ne abbia assorbita. Un fenomeno gravissimo, ben più preoccupante di quello già verificatosi nel 2005: allarmante la ripetizione, in soli cinque anni, di un evento straordinario che secondo i calcoli si sarebbe dovuto verificare solo una volta ogni cent’anni.
Uno studio dell’Università di Leeds e dell’Amazon Environmental Research Institute (IPAM) documenta come l’Amazzonia, capace da sola di assorbire oltre un quarto dell’anidride carbonica globale, rischi ora di aggravare il surriscaldamento terrestre. Una bomba climatica a orologeria, capace di rilasciare quantità di carbonio superiori a quelle di “inquinatori” globali del calibro degli Stati Uniti. Le previsioni degli scienziati parlano di oltre 8 miliardi di tonnellate di CO2 potenzialmente rilasciate in atmosfera dalla foresta pluviale. Un quantitativo elevatissimo, superiore a quello di qualunque nazione industrializzata. Che, ovviamente, potrebbe accelerare e rendere completamente fuori controllo il progressivo innalzamento della temperatura media globale.
Il commento a caldo:
E venne il giorno!

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