Le rovine dei palazzi incendiati dalle rivolte urbane in Gran Bretagna ancora fumano e il Paese, assieme al resto del mondo, si interroga. Compito arduo, cui è necessario far fronte senza pregiudizi. Una certezza, sopra a tutto: le rivolte inglesi dell’agosto 2011 non sono motivate dalla fame. Gli obiettivi della razzia e degli atti vandalici sono stati soprattutto negozi di articoli elettronici e di abbigliamento sportivo. Zoe Williams sulle colonne del Guardian, nota che, se i rivoltosi si fossero accaniti sulle vetrine di Gucci o di Tiffany, si sarebbe almeno potuto dare al loro agire una parvenza di connotazione politica. Invece “il tallone d’Achille dei casseurs è proprio nel dimostrare di essere andati alla ricerca di oggetti che evidentemente desidererebbero possedere”. La Williams cita la testimonianza di Claire Fox, attivista di sinistra e testimone oculare: “la rivolta aveva tutta l’aria di essere nichilista, le persone non apparivano motivate politicamente ne' dimostravano alcun senso della comunita' o della solidarieta' sociale”. Pare che a Clapham Junction l’unico negozio che si è salvato è stato Waterstone’s (una catena di librerie), mentre inspiegabilmente dagli scaffali di Boots (una parafarmacia) sono state razziate grandi quantità di Imodium: con un pizzico di umorismo, Williams aggiunge che “ce n’era abbastanza per tenere vivo un feed di Twitter sul livello di istruzione dei rivoltosi e sui loro disturbi intestinali”.
Una rivoluzione di potenziali consumatori frustrati, dunque? Senz’altro. Ma non dimentichiamo il valore simbolico che il consumo ha assunto nel nostro mondo post-moderno. Lo spiega Alex Hiller della Nottingham Business School: “Se ci si rifà a Baudrillard ed ad altri autori che scrivono di sociologia del consumo, [si capisce che il consumismo] è una falsificazione della vita sociale. La pubblicita', in effetti, promuove un luogo di fantasia. Anzi, il consumismo si basa proprio sull'essere scollegati dal mondo reale”. Dunque, una delle ragioni delle esecrabili condotte viste in questi giorni per le strade della Gran Bretagna potrebbe proprio essere una forma di rivalsa, non solo materialistica, verso un destino apparentemente fatto solo di disoccupazione, emarginazione e degrado.
Cio' valga anche come frammentaria, ma preoccupante, spia dell'annichilimento dei valori civili e sociali che dovrebbero essere le pietre angolari delle grandi democrazie europee: Londra chiama Parigi. L’emancipazione, anziche' per teorie e pratiche di liberazione, sembrerebbe aver preso la brutta scorciatoia del consumo, un consumo a cui l'uomo della strada sente di avere diritto ad ogni costo, anche quello di affogare il suo proprio futuro e quello della comunità di appartenenza. Da questa angolazione, e' di grande utilita' la testimonianza sul campo resa dalla celebre filantropa di origini iraniane Camila Batmanghelidjh sulle colonne dell’Indipendent. L'insorgenza di strutture parallele illegali dirette contro le istituzioni (le gang, ad esempio) e' spesso la triste conseguenza dell'atteggiamento cieco o rinunciatario delle istituzioni. La vivace e corpulenta signora racconta di servizi sociali incapaci di assistere le madri in difficoltà; di centri contro il disagio psichico dove i pazienti non hanno niente di meglio che strappare la carta da parati; di dipendenti dei centri per la gestione del disagio giovanile barricati dentro le loro stanze perché giovani disturbati la fanno da padroni con i loro atteggiamenti da teppisti e i loro cani feroci; di giovani donne che all’interno dei casermoni devono fare lo slalom con i passeggini per evitare le siringhe e i preservativi usati, mentre all’ interno degli ascensori il minimo è dover sopportare il lezzo di orina - anche se qualche volta si rischia lo stupro. Questa deprimente carrellata serve almeno a capire che qui non si tratta di un caso eccezionale di attacco alla dignità, quanto piuttosto un’umiliazione sistematica, quella appiccicata addosso a persone prive di quasi tutto in una società che [nel reale e nell’immaginario appare piena di cose”.
Fonte: http://altrenotizie.org/esteri/4207-i-perche-di-londra.html
Il commento a caldo: Cortocircuito nel sistema... I robot non rispondono agli ordini... Resettare!
Proprio come il pifferaio magico
che porta i ratti per le strade
Noi balliamo come le marionette
Ondeggiando con la Sinfonia della Distruzione.
(Megadeath)
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