Sul numero delle vittime degli scontri che da tre giorni agitano la Libia del colonnello Gheddafi c'è incertezza. Secondo l'organizzazione umanitaria Human Rights Watch sarebbero 84, ma Amnesty international nella serata del 18 febbraio aveva parlato invece di 46 morti. E mentre gli scontri continuano, in un comunicato dell'organizzazione umanitaria che ha sede a New York si legge: «Le autorità libiche devono porre fine immediatamente agli attacchi contro i manifestanti pacifici e proteggerli da gruppi antigovernativi».
E parlando ai media a bordo dell'Air Force One, il portavoce di Barack Obama Jay Carney ha condannato gli atti di violenza contro i manifestanti in Bahrein, nello Yemen e in Libia, lanciando un appello al rispetto della libertà di espressione.
«Il presidente Obama è profondamente preoccupato», ha dichiarato Carney, «dalle notizie di atti di violenza contro i manifestanti in Bahrein, nello Yemen e in Libia. Obama ha esortato tali governi a esercitare la massima moderazione verso i manifestanti astenendosi da atti di violenza».
E parlando ai media a bordo dell'Air Force One, il portavoce di Barack Obama Jay Carney ha condannato gli atti di violenza contro i manifestanti in Bahrein, nello Yemen e in Libia, lanciando un appello al rispetto della libertà di espressione.
«Il presidente Obama è profondamente preoccupato», ha dichiarato Carney, «dalle notizie di atti di violenza contro i manifestanti in Bahrein, nello Yemen e in Libia. Obama ha esortato tali governi a esercitare la massima moderazione verso i manifestanti astenendosi da atti di violenza».
LaCrudaRealtà è che tentativi di repressione e violenza ci saranno e ci sono già stati, come avviene sempre purtroppo in questi casi. Tuttavia la violenza più grave sarebbe accettare un regime senza ribellarsi.

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