martedì 22 febbraio 2011

Libia, nuovi bombardamenti sulla folla Gheddafi appare in tv: "Sono a Tripoli"




Berlusconi interviene ma spunta un video in cui bacia la mano al Rais. Tripoli annuncia: "Progressiva interruzione fornitura gas a Italia".
Si muove l'Onu e chiede un'inchiesta internazionale indipendente.

I Paesi dell'area Ue e gli Stati Uniti condannano fermamente l'uso della violenza. Il Governo di Roma dopo l'infelice battuta di Berlusconi sabato (“Non voglio disturbare Gheddafi”), in serata ha commentato gli accadimenti con una breve nota. Nel documento si legge che il premier "segue con estrema attenzione e preoccupazione l’evolversi della situazione in Libia e si tiene in stretto contatto con tutti i principali partner nazionali e internazionali per fronteggiare qualsiasi emergenza". Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, si è limitato a esprimere preoccupazione per la crisi in Nordafrica e ha aggiunto: "L'Europa non esporti la democrazia". L’Italia “sottoscriverà qualsiasi tipo di dichiarazione che promuova la stabilità, la sicurezza e la prosperità nel Mediterraneo”, ha detto confermando che i timori sono legati, come già espresso da Roberto Maroni, alle “ripercussioni sulle situazioni migratorie nel sud del Mediterraneo”. E dopo che Seif al-Islam, il figlio di Gheddafi, ha tenuto un discorso alla nazione annunciando, di fatto, la repressione, anche le aziende che operano in Libia battono in ritirata.
Il commento a caldo:
Berlusconi ci ha trasformato in una nazione ricattabile e ora, i suoi amici, ci ricattano!

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