martedì 22 febbraio 2011

Che imbarazzo avere l’imputato in chiesa

Alla fine è arrivata anche la nota ufficiale. ”Un incontro istituzionale, di prassi, che ha il suo valore simbolico anche contenutistico sostanziale. Quindi è nella norma dell’incontro del rapporto tra le istituzioni”. Così il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei e arcivescovo di Genova, ha risposto a chi gli chiedeva un commento sull’ incontro di ieri tra i vertici dello Stato italiano e quelli della Santa Sede per la ricorrenza della firma dei Patti Lateranensi. Il porporato, a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario del Tribunale Ecclesiastico Regionale della Liguria, ha ribadito che l’incontro è andato “come risulta, sostanzialmente bene, in maniera tranquilla. Quindi – ha concluso – andiamo avanti”.
Acqua sul fuoco, per smontare l’imbarazzo senza attaccare, per dire e non dire. Ieri, come la nuvola di Fantozzi un velo di vergogna e imbarazzo si è steso su Palazzo Borromeo, l’ambasciata d’Italia presso il Vaticano, dove si commemora l’anniversario dei Patti lateranensi. È la giornata dell’umiliazione dei nuovi rapporti Wikileaks sul premier “danno per l’Italia”, delle ultime rivelazioni sulle ninfette nude del bunga bunga. In Germania un ministro trema solo perché ha copiato qualche pagina della tesi di laurea.
Dalla fondazione della Repubblica mai un vertice Stato-Chiesa si è svolto in un tale clima di faticosa formalità, fredda protocollarità, forzosa cortesia.  Nelle sale tardo rinascimentali – dove da Spadolini a Moro ad Amato, fino a Ciampi e Prodi i rappresentanti italiani hanno colloquiato con i cardinali segretari di Stato Casaroli, Sodano e Bertone – Berlusconi è il primo presidente del Consiglio a presentarsi davanti ai porporati con l’accusa di favoreggiamento di prostituzione minorile e concussione.
Il commento a caldo:
Senti chi parla! La Chiesa dovrebbe provare imbarazzo per la situazione POLITICA di Berlusconi, questo si.
Ma per la questione morale... da che pulpito...

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