sabato 12 febbraio 2011

Mafia, il pentito Romeo accusa Berlusconi: “Le stragi del ’93 richieste da ‘un politico di Milano"

 Confermato un verbale del 1995 dove il collaboratore di giustizia diceva: "Gli attentati servivano per alleggerire il regime di 41bis e per un politico di Milano". Svelati anche i compensi per chi metteva le bombe:"Dieci milioni a testa"
Il pentito di mafia Pietro Romeo, che questa mattina è stato ascoltato in aula bunker a Firenze come testimone per il processo sulle stragi del ’93 a Roma, Firenze e Milano, è tornato a parlare di Silvio Berlusconi. Unico imputato il boss Francesco Tagliavia. 
Durante l’interrogatorio di Romeo, l’avvocato di parte civile Enrica Valle ha letto un verbale reso da lui stesso  il 14 dicembre del 1995 in cui il pentito “precisa che Giuliano gli aveva detto che le stragi venivano fatte per il 41bis e che c’era un politico di Milano che aveva detto a Giuseppe Graviano di continuare a mettere le bombe”. Romeo aveva allora riferito che Graviano aveva detto a Francesco Giuliano(un boss mafioso) che “si dovevano fare attentati con le bombe perché lo aveva detto un politico di farle. 
Il politico diceva di fare questi attentati a cose di valore storico artistico”. Romeo precisava anche che, da quanto aveva capito, “era Giuseppe Graviano che andava a trovare il politico con il quale aveva i contatti”. All’avvocato che gli chiedeva se confermasse queste dichiarazioni, Romeo si è limitato a dire “le confermo”.
Il commento a caldo:
e le confermo anche io!

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